TERAPIE

ORTODONZIA

Ortodonzia significa letteralmente "denti dritti", chi si rivolge all'ortodonzista lo fa per migliorare la propria estetica attraverso un migliore allineamento dei denti.

L'ortodonzista non si occupa però solo di "raddrizzare i denti storti", ma la sua attività spazia nel campo più vasto della diagnosi, prevenzione e cura delle malocclusioni dentali, dei disturbi di crescita dei mascellari e dei difetti di sviluppo della dentizione. Condizioni che determinano alterazioni sia dell'estetica del sorriso che della funzione del sistema masticatorio.

Ma quali e cosa sono le malocclusioni? 

Come si fa a prevenirle o curarle?

Che differenza c'è tra l'ortodonzia dell'adulto e quella del bambino? 

Quali apparecchi ortodontici si possono usare per la correzione delle malocclusioni?

Vediamo di capirne qualcosa di più:

Edward H. Angle, il padre dell'ortodonzia moderna, stilò una classificazione delle malocclusioni, basata sulla posizione del primo molare superiore rispetto al primo molare inferiore: 

viene definita fisiologica se la cuspide mesio vestibolare del molare superiore si trova 1.5-3 mm distale alla cuspide mesio vestibolare del molare inferiore.

Rapporti diversi danno origine alle malocclusioni suddivise in: 

I classe: i molari articolano tra di loro in modo corretto, ma le arcate presentano problemi di spazio, affollamento, mancata eruzione di elementi, persistenza del deciduo...

II classe: la cuspide mesio vestibolare del primo molare superiore è spostata mesialmente rispetto alla cuspide mesio vestibolare del primo molare inferiore.

   II classe, I divisione: II classe molare, l'overjet è maggiore di 3 mm

   II classe, II divisione: II classe molare, con gli incisvi frontali superiori inclinati palatalmente e i laterali inclinati vestibolarmente. 

III classe: la cuspide mesio vestibolare del primo molare superiore occlude oltre 3 mm distalmente alla cuspide mesio vestibolare del primo molare inferiore.

Considerando l'intera arcata e non solamente i molari, si riscontrano altri tipi di malocclusioni: 

Morso crociato: le cuspidi vestibolari degli elementi superiori occludono nei solchi degli elementi inferiori; se il morso crociato è a livello degli incivi, si parla di morso inverso.

Morso coperto: il margine incisale degli incisivi superiori supera quello degli incisivi inferiori più di 3 mm. 

Morso aperto: il gruppo frontale superiore non copre il gruppo frontale inferiore, lasciando uno spazio tra i margini incisali superiori e quelli degli antagonisti.

Ognuna di queste patologie può presentarsi singolarmente od in associazione nello stesso paziente e può essere curata con appositi apparecchi (Mobili, Funzionali oppure Fissi).

 

ORTODONZIA NELL'ADULTO: 

Nell'adulto si possono curare i difetti del sorriso provocati dal disallineamento dei denti (APPARECCHIO FISSO) e le patologie funzionali, causate sempre dal disallineamento dei denti, delle parti anatomiche che concorrono a determinare l'occlusione, in particolare quelle a carico delle articolazioni temporo-mandibolari e della muscolatura masticatoria (BITE e PLACCHE OCCLUSALI).

Per quel che riguarda le possibilità correttive l'adulto richiede una particolare attenzione all'estetica del trattamento, per cui si potranno selezionare apparecchi capaci di non essere percepiti (Apparecchio fisso con fili ed attacchi estetici)

 

ORTODONZIA NEL BAMBINO:

Nel bambino si intervene per prevenire i disallineamenti dentali e per intercettarli precocemente (Ortodonzia Preventiva ed Intercettiva), ma anche per prevenire e correggere le deviazioni di crescita del mascellare superiore e della mandibola.

Nell'età di sviluppo (fino a 12 anni di età circa) possiamo agire ortopedicamente sulle basi scheletriche che sostengono i denti, mascella e mandibola, stimolandone o riducendone la crescita. Nel bambino, a differenza dell'adulto, si possono correggere senza chirurgia discrepanze scheletriche importanti, causa di alterazioni funzionali a carico dell'occlusione e di gravi squilibri estetici dell'armonia del viso.

Le affezioni scheletriche trattate più frequentemente nel bambino sono la contrazione trasversale del mascellare superiore (Palato stretto , Morso crociato), la Seconda Classe Mandibolare, il Morso coperto, il Morso aperto e più raramente la Terza Classe Mandibolare.

Spesso nell'anamnesi di queste disarmonie si rileva il protrarsi di abitudini viziate (Ciucciotto o Succhiamento del dito) oltre che ricorrenti patologie respiratorie ed all'esame obbiettivo appaiono atteggiamenti succhianti e respirazione a bocca aperta.

I trattamenti delle disarmonie scheletriche del bambino sono veri e propri interventi di ortopedia dento-mascellare, eseguiti a seconda del caso con apparecchi fissi o mobili, capaci di sviluppare forze meccaniche proprie (REP o Placche di espansione), o di esercitare azione di stimolo e di riequilibrio delle naturali forze biologiche (Funzionali).

Nel bambino possiamo quindi curare la malocclusione, dentale o scheletrica, e possiamo prevenire il formarsi della malocclusione stessa o il suo aggravamento, correggendo i disturbi funzionali della muscolatura, oppure intercettando precocemente le alterazioni di crescita scheletrica e mandibolare, la mancanza di spazio per i denti permanenti in eruzione e i disallineamenti dei denti permanenti già erotti.

L'apparecchio ortodontico (Fisso o Mobile) è lo strumento di lavoro, selezionato per realizzare l'obbiettivo terapeutico, capace di spostare i denti e di allinearli nella posizione finale programmata.

Gli apparecchi ortodontici ci permettono di realizzare uno spostamento o una modifica di forma, sia dei denti che dei mascellari. Il loro utilizzo deve sempre essere preceduto dall'identificazione di un obbiettivo (Diagnosi tramite Studi Radiografici e Tracciato Cefalografico), che può essere quello risolutore della malocclusione oppure, semplicemente, uno dei suoi diversi passaggi correttivi.

Alcuni apparecchi ortodontici, quelli mobili in particolare, vengono assemblati nei laboratori di ortodonzia (Placche, Funzionali, Espansori, ecc) secondo le specifiche fornite dall' ortodontista. Altri apparecchi sono montati direttamente in bocca al paziente, ad esempio gli apparecchi fissi che si incollano sui denti (L'apparecchio fisso è composto da attacchi, fili, legature, elastici, molle ecc).

Si parla quindi di ortodonzia fissa o di ortodonzia mobile in base al tipo di apparecchio utilizzato per la correzione della patologia, che a seconda dei casi può essere incollato o cementato ai denti (FISSO), applicato e rimosso dal paziente (MOBILE, FUNZIONALE).

Specialmente nei trattamenti ortodontici dei bambini si può usare più di un apparecchio, in particolare quando si trovano associati problemi di crescita scheletrica e disallineamenti dentali.

L'ortodonzista, in conclusione, non dovrà semplicemente spostare i denti ma dovrà realizzare per mezzo dell'apparecchio ortodontico l'armonia facciale, l'estetica del sorriso e la funzionalità dell'apparato masticatorio, oltre che favorirne il mantenimento nel tempo.